Si accende il confronto sul Decreto Lavoro dopo la presentazione di un emendamento di maggioranza che modifica il sistema di tutela economica previsto in caso di ritardo nel rinnovo dei contratti collettivi nazionali.
La norma introduce un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni qualora il contratto non venga rinnovato entro nove mesi dalla scadenza. In questi casi, i lavoratori avrebbero diritto a un incremento pari al 50% della variazione dell’indicatore IPCA-NEI, pensato per limitare gli effetti dell’inflazione e tutelare il potere d’acquisto.
Tuttavia, il testo prevede una disciplina diversa per alcuni comparti, tra cui quello delle strutture sanitarie e sociosanitarie accreditate che operano per conto del Servizio sanitario nazionale. Per questi lavoratori l’adeguamento non scatterebbe automaticamente, ma sarebbe demandato alla contrattazione collettiva, entro il limite massimo previsto dalla norma generale.
Una previsione che ha suscitato la dura reazione di Cisl Fp, Fp Cgil e Uil Fp. Le organizzazioni sindacali ritengono che la deroga rischi di creare una disparità di trattamento nei confronti di un settore già caratterizzato da salari contenuti, carenza di personale e rinnovi contrattuali spesso particolarmente lunghi.
Secondo i sindacati, il rinvio alla contrattazione potrebbe indebolire ulteriormente le garanzie economiche dei lavoratori del comparto, lasciando maggiore spazio a trattative che potrebbero non assicurare lo stesso livello di tutela previsto per gli altri settori.
Le tre sigle chiedono quindi una modifica del testo durante l’iter parlamentare, con l’estensione automatica del meccanismo di adeguamento economico anche ai dipendenti delle strutture sanitarie e sociosanitarie accreditate. Per le organizzazioni sindacali, infatti, chi garantisce quotidianamente servizi di assistenza e cura deve poter beneficiare delle stesse tutele riconosciute al resto del mondo del lavoro.
Il confronto sul provvedimento proseguirà nelle prossime settimane durante l’esame parlamentare del Decreto Lavoro, dove il tema delle garanzie salariali per il comparto sociosanitario si conferma uno dei punti più discussi.

