La tensione nel comparto della sanità privata e delle RSA arriva al punto di rottura. A fronte di bilanci in crescita per le strutture, lavoratrici e lavoratori continuano a fare i conti con salari bloccati e contratti non rinnovati da anni. Per questo motivo, FP CGIL, CISL FP e UIL FPL hanno proclamato per il 17 aprile 2026 a Roma lo “Sciopero Verità”.
Secondo i sindacati, il sistema attuale garantisce margini e stabilità alle aziende, ma non riconosce adeguatamente il lavoro di oltre 300 mila operatori del settore. Al centro della protesta il mancato rinnovo dei contratti nazionali Aris e Aiop, in alcuni casi fermi da oltre un decennio.
Dura la posizione delle organizzazioni sindacali nei confronti delle associazioni datoriali, in particolare AIOP e ARIS. “Non accettiamo più rappresentazioni di una sanità privata in difficoltà – spiegano –. Siamo di fronte a un mercato protetto, con rischio d’impresa limitato, dove i profitti crescono mentre i salari restano congelati. È una narrazione che non corrisponde alla realtà”.
Il confronto istituzionale, intanto, resta in stallo: l’ultimo tentativo di mediazione al Ministero della Salute si è concluso con una fumata nera. Una crisi contrattuale lunga anni. I numeri evidenziano la portata del problema:
- CCNL Sanità Privata AIOP–ARIS: scaduto da 8 anni
- CCNL RSA e case di riposo AIOP–ARIS: fermo da 14 anni
Le richieste sono chiare: aumenti salariali adeguati e condizioni di lavoro allineate a quelle del settore pubblico.
L’appello a Governo e Regioni
I sindacati chiedono un intervento strutturale: rinnovi contrattuali immediati e una revisione del sistema di accreditamento. La proposta è vincolare le risorse pubbliche al rispetto dei contratti e alla valorizzazione del personale.
“Chi non rinnova i contratti non deve essere accreditato”, è la linea netta delle sigle, che rilanciano così la mobilitazione nazionale del 17 aprile come momento decisivo per sbloccare la vertenza.

